Il risveglio degli italiani: 5 gol in poche ore dopo tre giorni di digiuno totale
Nessuna rete italiana tra venerdì, sabato e domenica poi Scamacca, Borrelli, Luca Pellegrini e Maldini
di Enzo PalladiniVenerdì: zero gol. Sabato: zero gol. Domenica: zero gol. Lunedì: l’Italia s’è desta (si fa per dire), nel senso che i calciatori italiani si sono ricordati cosa vuol dire segnare. È successo tutto nelle due partite che hanno chiuso la 34^ giornata, alla Unipol Domus di Cagliari e all’Olimpico di Roma: doppietta di Scamacca per la rimonta momentanea dei bergamaschi, gol di Borrelli per la preziosissima vittoria rossoblù, in serata il bellissimo gol di Luca Pellegrini e poi la zampata di Daniel Maldini. Una cinquina in poche ore dopo tre giorni e tre notti di digiuno. Aperta e chiusa parentesi.
Con i due gol (inutili) segnati a Cagliari, Gianluca Scamacca è diventato il capocannoniere italiano con 10 reti. Non sono nemmeno poche se si considerano gli infortuni che ha dovuto affrontare. In una manciata di minuti è passato dal 14° posto della classifica cannonieri generale al 6°. Davanti solo la coppia interista Lautaro-Thuram, quella comasca Paz-Douvikas e poi il romanista Malen. Per trovare altri azzurri o azzurrabili occorre scendere al 15° posto con Kean, Orsolini e Pinamonti a quota 8. Poi giù giù fino al 21° posto dove stazionano Berardi, Bonazzoli e Lorenzo Colombo che hanno segnato 7 reti.
Gli italiani giocano poco e segnano pochissimo nel campionato italiano e questo è sicuramente uno dei motivi per cui l’Italia non partecipa a un Mondiale dal 2014. Ma è anche vero che gli italiani giocano poco e segnano poco anche quando vanno a giocare all’estero, a differenza dei francesi, dei brasiliani, degli argentini e – basti pensare a Malen – anche degli olandesi e di molti altri europei.
I marcatori di quest’ultima giornata sono (non molto) equamente suddivisi tra Europa, Africa a Sudamerica. Il Paese da cui provengono più gol a parte l’Italia risvegliatasi in extremis è la Francia, che dopo l’interista Thuram e il parmigiano Elphege ha mandato a segno Atta dell’Udinese, doppietta. Totale 4 gol per i francesi, uno in meno degli italiani. Poi c’è il Senegal con 3 gol, di cui 2 realizzati dalla rivelazione Mendy del Cagliari e 1 di un altro giovane, Diao del Como. Con 2 gol c’è l’Olanda, con il solito Malen (11 gol, a 1 solo centro dal record di Balotelli tra gli acquisti di gennaio nella storia) e l’insolito Ehizibue dell’Udinese. Un gol a testa per il Brasile (Alisson Santos), l’argentina (Giovanni Simeone), il Marocco (El Aynaoui) e altri cinque Paesi europei: Scozia (McTominay), Belgio (De Bruyne), Grecia (Douvikas), Germania (Bisseck), Spagna (Pedro) e Croazia (Vlasic).
Segno dei tempi che passano è anche questa redistribuzione geografica dei gol segnati in Serie A. Una volta avevamo i migliori attaccanti brasiliani, argentini, tedeschi e francesi che si davano battaglia anche ai Mondiali con le maglie delle loro Nazionali. Oggi dobbiamo accontentarci delle riserve di quelle superpotenze e constatare che il capocannoniere del campionato, con un vantaggio ancora abbastanza rassicurante, è Lautaro Martinez, nonostante i vari stop sopportati durante la stagione.